ArtCraft Suite, Inizia la Vendetta "HUTHI" delle AI e del Open Source

Richard Stallman

Intanto vorrei fare una precisazione, Huthi è un movimento politico-religioso, mentre i combattenti yemeniti si chiamano Ansar Allah (Partigiani di Dio).

Ho associato loro a questa guerra, di software, molto meno cruenta, ma altrettanto interessante, perché anche loro usano le armi prese al nemico; Come "l'Arabia Saudita che ha speso 1000 miliardi di dollari nell'armarsi e sta perdendo la guerra", mentre i combattenti di Ansar Allah, una volta catturate le armi al nemico, le usano in modo eccelso, riuscendo a distruggere i loro armamenti da milioni di dollari, con semplici droni o mortai e umiliando il nemico stesso:
E io, anche se dovrei essere in assoluto un pacifista, mi considero anche e da sempre, dalla parte dei popoli che risorgono che si liberano dalle oppressioni:
Combattendo contro una potenza straniera, contro la violenza, l'arroganza, il potere oppressivo ed egemonico che questi criminali Sauditi, vorrebbero imporre ai popoli vicini.


Le immagini della battaglia in Yemen rivelano le perdite saudite, con Jon Elmer
In questo post vorrei parlarvi di una suite di software (un pacchetto di programmi per computer), che sta facendo molto parlare di se nell'ambito informatico.

Questa suite si chiama ArtCraf e deriva direttamente dalla suite a pagamento Adobe Creative Cloud, da Autodesk e dal famoso programma Microsoft Office.

Per la precisione da Adobe Creative Cloud:

  • PhotoCraft deriva da Photoshop (fotoritocco).
  • VectorCraft deriva da Illustrator (grafica vettoriale).
  • FilmCraft deriva da Premiere Pro (montaggio video).
  • LightCraft deriva da Lightroom (gestione foto RAW).
  • EffectCraft deriva da After Effects (animazioni ed effetti).
  • DesignCraft deriva da InDesign (impaginazione).
  • PdfCraft (o PrintCraft) deriva da Acrobat Pro (gestione PDF). 

Da Microsoft Office:

  • WordCraft deriva da Word (videoscrittura).
  • DeckCraft deriva da PowerPoint (presentazioni).
  • GridCraft deriva da Excel (fogli di calcolo). 

Da Autodesk:

  • CadCraft deriva da AutoCAD (disegno tecnico). 

Quando dico deriva direttamente, intendo dire che letteralmente il codice di quei programmi è stato smontato dall'AI (intelligenza artificiale) e riscritto con un linguaggio di programmazione (Rust), in modo libero, gratuito e open source:

Che rende questi programmi persino più efficienti, veloci e stabili di quelli originali.

Richard Stallman

Riguardo al software open source, è molto importante spiegare che deriva dalla filosofia nata intorno al mondo di Linux e ai sistemi basati su Unix e riguarda il software distribuito, freeware (gratuitamente):
Software che, con varie licenze di pubblico utilizzo come la famosa (GNU General Public License) o la licenza MIT, da la possibilità di studiarlo, utilizzarlo liberamente, modificarlo, di ridistribuirlo gratuitamente.

Linus Torvalds




Bisogna anche dire che questi programmi, quelli della suite originale a pagamento, non sono stati totalmente riclonati "clonati e riscritti", ma riscritta una la loro versione headless, senza interfaccia grafica, GUI in gergo informatico.

Ovvero, questi programmi possono anche essere usati in versione command-line (Interfaccia a riga di comando) su una console, per esempio la bash di linux o la console di macOS.

Mentre la loro veste grafica (interfaccia grafica) è stata completamente riscritta e ridisegnata a parte, ma sempre con l'aiuto delle AI.

Il fatto che siano stati "riclonati" in forma headless e anche opensource, permette a chiunque abbia conoscenze di codice e programmazione, anche con l'aiuto e la collaborazione delle AI, di modificare il programma, crearne una nuova versione o personalizzare la veste grafica.

Io ho appena cominciato a provare questi programmi, che sono disponibili gratuitamente ai link che ho inserito in precedenza:
Questi programmi sono disponi in versioni per MacOS (Apple).

Per Windows (MS Windows) 32 e 64 bit anche in architettura ARM, installer e portable "però non so quali versioni siano supportate e decisamente non me ne potrebbe interessare di meno".

Quindi nelle versioni per Linux:
  • Le versioni per Linux sono disponibili in formato AppImage portable e indipendente dalla distribuzione linux
  • In pacchetti Deb per Debian e Ubuntu e derivati.
  • In pacchetti RPM per Fedora, RHEL and openSUSE e derivati.
  • In Flatpak sandboxed e che consiglio vivamente.
Tutte queste versioni sono disponibili in architetture x86_64 "per i normali PC con processore a 64bit" e ARM per i dispositivi portatili come tablet e smartphone.
Infine in formato source code per Rust disponibili a:

Il test

Io sto adesso iniziando a provare la versione per linux desktop, innanzitutto ho notato che la dimensione dei programmi è molto ridotta rispetto agli originali del software proprietario (a pagamento), il che dimostra che la riscrittura in codice rust è stata molto efficiente:
Questa leggerezza, a quanto pare migliora anche la risposta e la velocità del software.

Anche riguardo la stabilità, anche in questo caso dovrebbe essere migliorativo, ma è necessario molto più tempo per testare tutto e inoltre sembra che gli aggiornamenti siano estremamente rapidi, continui "quasi ogni giorno c'è un aggiornamento disponibile".

Comunque i programmi in questione non sono ancora a una versione definitiva (1.0), almeno per quanto riguarda Linux e io ho notato subito alcuni problemi di giovinezza o di implementazione con linux, per esempio, in SoundCraft, e credo riguardi la comunicazione con il kernel, ha problemi riguardanti l'audio pipewire, che risulta ancora difettoso, molto gracchiante difficile da registrare e da configurare correttamente.

I programmi della Suite ArtCraft utilizzano per funzionare, quasi esclusivamente il proprio codice, come anche i programmi genitori:
Mentre solitamente i programmi per Linux sono implementati nel sistema e usano altri programmi o comandi di linux per svolgere la loro funzione e interagire con l'hardware tramite il kernel monolitico linux o i moduli, diversamente da come dovrebbe funzionare in ms windows.

Per esempio, rispetto a FilmCraft (editore video) "il clone libero di Premiere Pro", i programmi linux più simili a questo sono Kdenlive e Shotcut, ma entrambi usano per il rendering video, Melt e MLT Framework i quali, a loro volta usano il famoso tool command line FFmpeg.

Oppure OpenShot che utilizza Blender, come blender a sua volta usa altri programmi, comandi e librerie:
Quindi in linux, i programmi più complessi o con molte funzioni, lavorano in piena e reciproca collaborazione con programmi che hanno delle funzioni più specifiche e che spesso non richiedono un interfaccia grafica.

Ho iniziato a provare PhotoCraft il clone del più famoso Photoshop (editore immagini e foto-ritocco), il programma oltre a essere "più leggero" è anche molto veloce nel caricare immagini di grande dimensione e a elaborarle.

Possiede anche una buona dotazione di filtri e dovrebbe essere anche ben equipaggiato per usare l'AI, anche se non mi sembra che abbia funzioni avanzate di scontornatura immagini o se possa caricare filtri di photoshop shareware (a pagamento). 

La finestra di PhotoCraft sul mio desktop Linux di Mate

PhotoCraft, per salvare i suoi lavori usa il formato "proprietario" di photoshop psd, in questo modo livelli e altro restano modificabili ma non avrete la preview delle immagini su Linux.

Purtroppo non legge il formato xcf di Gimp, ma però può leggere il formato propretario kra di Krita.

Naturalmente apre, esporta e salva nei formati aperti e di interscambio più comuni, come png, targa e anche svg "ma ho notato qualche problema con questo formato".

Trovo che questo programma potrebbe essere molto utile per lavorare con file molto grandi, ma per foto o le immagini più piccole o medio-grandi, non trovo molta differenza o utilità rispetto all'usare Gimp o anche Krita se ci si è più abituati.

Con FilmCraft invece, ho visto che purtroppo che la qualità del rendering del filmato, risulta ancora molto insoddisfacente, soprattutto se si usa la codifica hardware, inoltre ho riscontrato molte difficoltà nel rimuovere i filtri o le transizioni una volta applicati, come per altre cose e che forse devo ancora imparare o solo capire meglio.

La finestra di FilmCraft in Linux con il tema scuro. 

Comunque credo di trovarmi molto a mio agio con il più collaudato Kdenlive, anche se questo programma non è assolutamente privo di problemi, come mi trovo bene con gli altri programmi nativi per "o esclusivi di" Linux e che ormai uso da anni; Anche perché mi sembra più moralmente corretto usarli.

Inoltre per il fatto che non ci sono ancora le traduzioni complete in italiano, ovvero FilmCraft, WordCraft, come altri, hanno già i menu in italiano, ma non il dizionario e per molti potrebbe essere difficile usarlo senza correzione automatica del testo, inoltre trovo migliore LibreOffice "o anche OpenOffice" con dizionari completi, sinonimi e quant'altro;  Inoltre possiedono entrambi un ottimo manuale d'uso in italiano.

Poi c'è qualcosa che mi ha disturbato molto, ma che però non riguarda il loro software, ti propongono di unirti alla comunità su Discord di ArtCraft, quindi ti chiedono la verifica email, ma anche di inserire la password dell'email, quindi potrebbe essere anche un buon modo per poterti craccare l'account email..?

Io vi consiglio di provare i programmi singolarmente; E, chiaramente se usate Linux, di installarli sempre singolarmente, dai pacchetti flatpak e sulla consolle di linux:
Perché così sono meglio controllabili, inoltre sandboxati, isolati e con controllo ristretto sul sistema base.

ArtCraft Launcer

C'e anche ArtCraft Launcer, un programma per installare, lanciare e aggiornare le applicazioni della suite:
Pero anche in questo caso, vi consiglio comunque di configurarlo per installare la loro versione flatpak, poi fate un po come vi pare...

Poi, se invece usate Windows, probabilmente, qualunque cosa facciate, è comunque un grande miglioramento, rispetto a quello che vi forniscono di base o persino a pagamento...

Auguri e grazie!

P.s. Nessuna immagine, testo o video in questo blog è stato generato con l'AI, tranne quelli esterni e espressamente dichiarati tali.

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