Come risolvere tutti i conflitti internazionali, secondo il Dalai Lama, e io mi associo.

In questo post vorrei cercare di mediare tra i pensieri di S.S. il XIV Dalai Lama riguardo a uno degli impegni che sta portando avanti, e il pubblico che non lo segue e forse non lo conosce troppo bene.

Chiaramente io non sono per niente qualificato per rappresentare Sua Santità, non arrivo nemmeno vicino a la sua saggezza, alla sua compassione e conoscenza.
Anch'io spesso ho difficoltà a comprendere molti dei suoi ragionamenti più profondi, ma seguendolo ormai da molto tempo, avendo assorbito anch'io un pizzico della sua saggezza, posso quindi cercare di fare da tramite con chi non è affatto abituato a questi insegnamenti e al suo pensiero filosofico.

Bisogna anche dire che S.S. parla molto spesso ad un pubblico molto più ampio di quello unicamente buddista, a platee molto vaste e di varia provenienza o religione, anche a atei, in modo assolutamente non proselitistico, non settario, laico e secolare, per questa ragione viene molto rispettato e apprezzato da moltissima gente in tutto il mondo.

Certamente, a causa della povertà dei termini della lingua italiana, concernente parole che descrivono le qualità interiori, quelle della mente, come anche per quelle che riguardano le qualità della natura umana, quindi le scelte verbali sono estremamente limitate e spesso completamente inadeguate.
Rispetto alle raffigurazione dei difetti mentali e umani che vengono illustrate in modo vasto e prolisso, con numerosissime allegorie e rappresentazioni varie.

Quindi per riportare il Suo pensiero così sincero, dedicato al bene comune e profondo, dovrò fare molta più fatica, anche per cercare di non cadere nella retorica intellettuale o in quella buddista.

Cercare per quanto mi è possibile, di mantenermi distante da commenti e da polemiche personali, che l'apprezzamento per le visioni ampie, cristalline, realmente amorevoli e pacifiche di S.S. mi ispirerebbero, pensando a quanto invece siano fosche, grette e ristrette le visioni di chi detiene attualmente il potere, o il dominio sulla cultura mediatica, in gran parte di questo mondo.
Il primo degli impegni principali di S.S. sono il promuovere la felicità per tutta l'umanità e questa si ottiene soltanto attraverso la pace interiore degli individui.
La mera conoscenza o l’acquisizione di beni materiali o di potere non sono una garanzia per ottenere la felicità, ma questa felicità e tranquillità può essere raggiunta concretamente attraverso lo sviluppo di pazienza, consapevolezza, buon-cuore e compassione.

Il secondo riguarda l'armonia religiosa tra tutte le tradizioni religiose, del ricercare le affinità comuni che sono la compassione, la pace, la fratellanza e il buon-cuore.

Infine il suo terzo impegno riguarda il popolo e la cultura tibetana, essendo il rappresentante, la persona che tutti i tibetani considerano rappresentare la propria voce all'estero, inoltre il suo impegno è diretto alla salvaguardia dell'ambiente tibetano, salvaguardia fondamentale poiché molti dei grandi fiumi dell'Asia nascono proprio dall'altipiano tibetano.

Il quarto impegno

Inoltre ci sono le preoccupazioni di S.S. riguardo all'attuale sistema di istruzione, basato su una visione Occidentale, totalmente materialistica, totalmente priva di concetti profondi, di interesse comune, di elevazione spirituale, spinta umanitaria e pace interiore.

Questo sistema di istruzione occidentale, introdotto anche in India e soprattutto a causa dell'occupazione britannica e che non incorpora più l'antica tradizione indiana di compassione, non-violenza, secolarità, assoluto rispetto tra tutte quante le religioni o filosofie che esisteva da secoli in questo Paese.

Almeno per quanto riguarda questo impegno, Egli afferma l'importanza di riportare l'antica tradizione di ahimsa e karuna nell'istruzione moderna, assieme allo studio della mente e dei fattori mentali che deriva dalla conoscenza dell'India antica e dall'antica università sanscrita del Nalanda, ma anche se questo sapere scaturisce dalla tradizione buddista, questa conoscenza va reintrodotta esclusivamente a livello secolare e come materia di studio. 

Unitamente al patrimonio di conoscenza e sviluppo della mente delle antiche filosofie indiane di shamatha "concentrazione meditativa stabilizzata" e vipashana "analisi mentale profonda e intuitiva", che sono da millenni un patrimonio comune tra tutte quante le antiche religioni indiane, che sarebbero estremamente utili anche a noi occidentali, a tutti i praticanti di ogni religione, persino agli scienziati e agli atei.

Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso

Secondo S.S. il Dalai Lama, anche se non lo sto citando testualmente e per questo voglio prendermi alcune libertà di interpretazione, quasi tutti i problemi del Mondo, le insoddisfazioni, le frustrazioni, violenza, guerra, ecc..

Derivano anzitutto dalla propria mente che non è in pace, affetta com'è da innumerevoli afflizioni mentali, visioni erronee o parziali e cattiva comprensione della realtà.

Da queste cause derivano l'enorme quantità di sofferenza mentale, che affligge tutti gli individui, di tutte le classi sociali, specialmente in occidente e adesso principalmente nei giovani.

Questa sofferenza mentale è causata principalmente dall'istruzione materialistica moderna di stampo occidentale, che è estremamente carente nell'insegnare dei sani e validi principi morali: 
Concreti, lungimiranti, positivi, comunitari, universali, secolari e etici, m
a che invece tende a creare in loro maggiore divisione, competizione, individualismo, paure e sospetto reciproco.

Ma vorrei aggiungere l'influenza enorme di media e di social-media nell'amplificare, la solitudine, l'emarginazione, le paure e tutti quanti gli aspetti negativi della personalità. 

Stimolando gli egoismi più deleteri per della sana convivenza, per la pace comune e mondiale:
Creando, in un mondo sempre più globalizzato, delle divisioni fondate su aspetti anacronistici, molto poco importanti, basati su percezioni superficiali, assolutamente parziali e erronee.

Focalizzando sempre l'attenzione dei giovani e degli studenti su degli aspetti, sulle differenze secondarie, di razza, appartenenza culturale, religione, status economico, ecc..

Concentrandosi esclusivamente su un tipo di insegnamento dedicato unicamente alla conoscenza puramente nozionistica e scientifico-materialistica fine a se stessa, oppure a beneficio di una morale imposta da una classe dirigente o economica, politica o religiosa, al governo.

Privo di alcuna spinta etica verso concetti come, il rispetto reciproco e globale, la pace mondiale, di fratellanza e uguaglianza universale, benevolenza reciproca, dell'interessarsi e prendersi cura degli altri, del pianeta e dell'ambiente:
Ma delegando questi aspetti morali "questi sì, veramente importanti, reali e fondamentali!" alla religione ufficiale.

O ancora peggio, abbandonati alla solitudine, alla sensibilità dello studente e dell'adolescente, continuamente plagiato, in balia del martellamento di messaggi materialistici e colpevolmente interessati, vacui, assurdi e fuorvianti, spesso violenti o che spingono all'apatia, all'egoismo, al menefreghismo.

Un educazione generalmente, e esclusivamente interessata agli aspetti materiali dell'esistenza, che crea solo individui frustrati, dei consumatori-produttori impotenti di beni inutili.
Beni insoddisfacenti, spesso persino dannosi per il pianeta o per la mente di chi ne viene soggiogato.

Ciò che viene imposto e stabilito dalla società e cultura occidentale consumistico-materialista come l'unica meta e valore nella vita, il perseguire sempre una migliore posizione sociale, maggiore possesso di beni futili, una migliore carriera, maggiore successo, guadagno, potere sugli altri.

Spingendo i giovani verso il più gretto individualismo, all'isolamento morale e sociale, al vuoto di ideali profondi, di sane aspirazioni idealistiche.

Proponendogli solamente il vago e illusorio miraggio di poter ottenere un appagamento personale esclusivamente tramite l'acquisizione dei beni materiali e dalle vacue illusioni del mondo, o del progresso fine a se stesso, o esclusivamente dedicato alla mera esteriorità.

Mentre il Dalai Lama parla di un mondo in cui dovremo sentirci tutti quanti un unica famiglia, un unica umanità di sette miliardi di fratelli, tutti quanti sostanzialmente uguali, tutti quanti importanti allo stesso modo e pienamente consapevoli di essere totalmente interdipendenti gli uni da gli altri.

Infatti, se consideriamo con lucidità la situazione mondiale, potremo renderci conto che in questo mondo globalizzato, ovunque noi siamo e a qualunque stato o livello sociale apparteniamo, subiamo comunque, e tutti quanti indistintamente, gli stessi problemi:
A causa del clima, del riscaldamento globale, di pandemie, disastri naturali, incendi, guerre, carestie, migrazioni di massa e altro.

Anche l'economia o le informazioni sono ormai totalmente globalizzate, le persone sono ovunque totalmente interconnesse, ma non sono pienamente consapevoli che il Nord del Mondo non può fare a meno del Sud, ne l'Est dell'Ovest o viceversa.

Inoltre, tutti quanti noi esseri umani abbiamo e subiamo lo stesso tipo di sofferenze legate a decadimento, vecchiaia, malattia e morte e nessuno può ritenersi immune da questo.

Magari i ricchi soffrono più di insoddisfazione, mentre i poveri di incertezza per il futuro, ma per tutto il resto nessuno di noi può sentirsi concretamente indenne o libero dalle numerosissime sofferenze che pervadono tutta la nostra esistenza, ne invulnerabili o tantomeno può fare a meno degli altri per sopravvivere.

Mentre, se comprendessimo e accettassimo il fatto che l'unico modo per essere realmente felici è prendersi cura degli altri con gentilezza.

Mentre, invece se ci prendiamo cura soltanto di noi stessi o ci curiamo soltanto dei nostri interessi e di quelli delle persone a noi più vicine, ogni problema ci apparirà ingigantito, tutto e tutti sembreranno accanirsi contro di noi e mostrarci come nostri nemici.

Se invece ci prendiamo a cuore i problemi degli altri e ragioniamo più globalmente, con lucidità e con lungimiranza:
Immaginando tutti quanti gli esseri siano nostri amici e fratelli, i nostri problemi diventeranno irrisori e tutti gli altri ci appariranno molto più amichevoli, piacevoli e interessanti.

Infatti, S.S. fa notare che quando i bambini sono ancora molto piccoli non fanno assolutamente distinzione tra razze, religioni, differenze sociali o culturali, essi sono felici soltanto di giocare con altri bambini.

Ma poi, quando entrano nel campo dell'educazione, gli vengono immediatamente insegnati questi preconcetti limitanti e superficiali, riguardo alla loro nazione, la loro religione, razza o posizione sociale.

Anche nell'insegnamento delle materie più tradizionali e che sembrano all'apparenza innocue, come la storia, si prendono sempre in considerazione e si esaltano dei personaggi considerati degli eroi da una parte, o i malvagi dall'altra, personaggi che sostanzialmente sono, quasi tutti "e anche quelli che vantiamo come nostri eroi nazionali" degli assassini.

Ci si rivolge ad un altro Paese come il nemico, o lo si fa di una piccola differenza di religione, o di qualcos'altro che appare diverso da noi, come se fosse qualcosa di maggiormente alieno, qualcosa di sempre tendenzialmente oscuro, negativo o pericoloso.

Invece di stimolare un reciproco rispetto e la comprensione, persino riguardo a cittadini di uno stesso Paese, si suscitano ancora più divisioni culturali e sociali.

Stimolando negli individui maggiore competizione, individualismo, insano egoismo, anche a causa della visioni politiche o concezioni religiose imposta da personaggi venialmente interessati, egoisti. malevoli e deviati.

Invece non si parla mai di una sana e positiva competizione, dell'avere maggiore volontà di emergere, per ottenere maggiore potere e abilità nel prendersi cura degli altri "e noterete che nel nostro vocabolario non esiste nemmeno un termine adatto a descrivere questo concetto".

Lavorare insieme per un mondo pacifico

Quindi il Dalai Lama parla dell'assoluta necessità di insegnare, di inserire nel curriculum di studio, insieme alle materie canoniche dell'educazione occidentale, altre materie che servono a sviluppare le qualità umane, il rispetto reciproco, la pace, la compassione, il buon-cuore, e altri concetti come l'equanimità e la fratellanza globale.

Queste qualità interiori non sorgono autonomamente nell'individuo, ma nemmeno derivano dal pregare o dall'affidarsi a una divinità, queste sono tutte qualità che si possono sviluppare tramite lo studio e il ragionamento e le evidenze che ne derivano.
Poiché, anche l'essere umano è un animale sociale, che non potrebbe sopravvivere senza l'affetto e l'amicizia degli altri.
Mentre il conflitto, l'odio e la xenofobia sono completamente basate su visioni erronee, cattiva comprensione reciproca e ignoranza.

Queste materie anche se derivano da un antica tradizione religiosa indiana di ahimsa e karuna, non vanno insegnate e rivivificate soltanto nell'India, esse sono un patrimonio globale, utili a chiunque al Mondo desideri vivere felice e in pace.

Ma queste materie, di necessaria e fondamentale igiene mentale, vanno apprese esclusivamente dal punto di vista secolare, non come dottrina religiosa, poiché il vivere felicemente, in pace e in armonia, sono esigenze di tutte quante le persone:
Che siano credenti o non, che appartengano ad una religione, ad un'altra o a nessuna, anche se sono fermamente atei/e o persino disprezzino tutte quante le religioni, essi derideranno comunque la pace, la tranquillità e la felicità.

L'assoluta necessita e urgenza dell'inserire queste antiche materie nell'istruzione mondiale, deriva principalmente dal fatto che il nostro mondo, anche al di sopra della nostra volontà, sta per arrivare al suo termine, a causa dei cambiamenti climatici e che ci riguardano ormai tutti quanti indistintamente, ma anche a causa degli ancora tanti conflitti tra gli Stati, dal timore di una possibile guerra nucleare globale, a causa dell'odio reciproco, della gretta animosità di pochi individui pazzi ma influenti, dalla paura, dal sospetto, causato a sua volta da una cattiva istruzione, da cattiva comprensione o mancanza di comunicazione reciproca.

Nonostante la situazione drammatica climatica, politica e sociale, tutte quante le popolazioni e i Paesi, ma anche le industrie e le multinazionali, continuano comunque ad abusare del pianeta, ad accusarsi o a combattersi reciprocamente.

Invece di goderci questi ultimi anni che molto probabilmente ci restano ancora da vivere sulla terra, in pace e relativa tranquillità, continuiamo a comportarci in modo estremamente stupido, assurdo e inqualificabile.

Ci comportiamo come se fossimo dei condannati a morte che litigano perfino nell'ultimo attimo della loro vita, anche quando sono già legati sul patibolo. 

Mentre dovremo vivere in pace e sentirci come amici e fratelli, risolvendo i nostri problemi reciproci con il dibattito e la mediazione.

Cooperando, aiutandoci reciprocamente, cercando tutti insieme di risolvere i problemi principali del mondo, quelli che abbiamo creato tutti quanti noi, con la nostra stupidità, avidità e arroganza.

S.S. dice anche che, nell'educazione di stampo occidentale, l'insegnamento riguardo alle emozioni positive viene delegato esclusivamente alle religioni, ma questo non è affatto sufficiente, è troppo condizionante, e in certi casi può divenire controproducente, creando ancora più divisioni, discriminazione tra i sessi, tra le varie religioni, le varie filosofie e le differenti culture.

Quello che serve è un studio pratico della mente, dei suoi fattori e di come si sviluppano le emozioni.
Ma in modo totalmente secolare, molto approfondito, che inizi dalle scuole elementari e continui con quelle superiori, fino all'università.

Poiché la religione è un affare personale, mentre la felicità, la pace mentale, come la pace globale che ne deriva, sono problemi che ci riguardano tutti quanti e nessuno escluso.

Bisogna conoscere molto bene quali siano le emozioni negative da ridurre o eliminare e da quali visioni distorte derivino, e quali siano invece quelle positive da incrementare, su come usare degli antidoti per tutte quelle afflizioni mentali, che sono le cause che distruggono la nostra pace, la nostra salute, la capacità di concentrarci e anche la nostra felicità. 

Nell'essere umano sono presenti, sin dalla nascita, i sentimenti di amore e compassione per i propri simili, il problema deriva dal fatto che, invece di essere coltivati, sia in famiglia, sia nella scuola, che nella società, vengono spesso considerati una debolezza o addirittura fragilità mentale, come accade ad esempio nel film di Rossellini, Europa '51.

Oppure questi sentimenti di compassione e amore fraterno vengono ammessi esclusivamente nella pratica religiosa, mentre invece al di fuori di essa, si spingono i propri figli, o le giovani generazioni in generale, verso una maggiore competitività, rivalità reciproca, verso l'insano e più stupido individualismo, incitandoli ad arricchirsi e a prevalere anche discapito degli altri.

Quindi e ovviamente, a causa dell'incoerenza di tutta la nostra società, specie di quella occidentale, anche la pratica religiosa perde sempre di più il suo autentico significato di crescita spirituale, mezzo per realizzare la pace, la felicità interiore, il buon cuore e la compassione.

La religiosità rimane sempre più relegata alle apparenze o a delle consuetudini formali, alla tradizione familiare o a quella locale, all'infanzia e successivamente abbandonata, prima concretamente e poi definitivamente.

"E questa è soltanto una mia considerazione personale" Il Dalai Lama non si permetterebbe mai di intromettersi nei problemi di altre religioni, tranne che per stimolare un dialogo pacifico e armonia religiosa. 

  • La realtà delle emozioni 

Quello che il Dalai Lama vuole farci capire, è che tutti i sentimenti negativi verso gli altri come l'odio e il disprezzo, ma anche l'attaccamento eccessivo verso gli amici e l'ignoranza verso gli estranei, derivano soltanto da apparenze, sono assolutamente illusori o create da visioni erronee e superficiali.

Ad esempio, se andiamo a cercare, a indagare dove sia questo nemico o anche dov'è l'amico a cui siamo così morbosamente affezionati, capiremmo che queste sono soltanto designazioni che derivano da concetti temporanei, parziali, limitati e erronei.

Consideriamo amico chi al momento ci sta beneficiando e nemico chi ci ha danneggiato in passato, o ha soltanto danneggiato un nostro amico e persino un semplice conoscente.

Oppure consideriamo nemici persone che non cui hanno fatto proprio niente, solo perché vivono in un Paese di cui veniamo spinti, dalla società o dalla visione culturale al potere, a considerare il nemico, o solo perché hanno un'altra religione, una differente lingua e differenti usanze.

Specialmente perché ci viene trasmessa e imposta questa visione sin da piccoli da chi detiene il primato della cultura o il potere politico, o da chi controlla la comunicazione, dalla percezione emotiva della massa, da media e social-media.

Spesso, persino i capi religiosi, che per conservare il proprio potere, creare più dipendenza e sottomissione, alimentano maggiori paure, odio, divisioni e persino guerre con le altre religioni, anche fra persone della stessa religione, come i sunniti e gli sciiti nell'islam.

Inoltre, in concreto, come possiamo sapere se il nostro migliore amico di oggi, domani ci tradirà, mentre quello che consideriamo il nostro nemico oggi, ci salverà la vita domani, o forse diventerà il nostro amico migliore e fraterno.

La stessa cosa vale anche per chi adesso ci appare assolutamente indifferente..
Questo deriva esclusivamente dalla nostra ignoranza, dall'individualismo e dalla malafede per il prossimo.
Mentre, se invece coltiviamo, affetto, compassione per tutte quante le persone e gli esseri:
Basiamo il nostro giudizio su dei motivi sicuramente validi, positivi,  edificanti e inequivocabili.

Per esempio, se consideriamo tutte le persone che nel mondo ci danneggiano e poi tutte quelle che ci beneficiano, quelle che ci beneficiano sono in numero immensamente superiore.
Anche considerando tutte quelle che silenziosamente e quotidianamente ci aiutano, come il lattaio, il fornaio, il postino, chi tiene pulite le nostre città e ci porta da un luogo all'altro con i mezzi pubblici.

Mentre i nostri nemici, visti in modo più ampio e olistico, dovremo considerarli i nostri migliori maestri, perché ci fanno sviluppare la pazienza, ci aiutano a vedere e superare tutti i nostri stessi difetti, a sviluppare una autentica compassione basata su reale equanimità di sentimenti e di giudizio, tutte queste virtù morali non potremmo mai svilupparle se tutti quanti ci fossero sempre amici.

La vera bellezza è quella interiore

Quindi è grazie alla compassione che ci dimostrano gli altri, anche inconsapevolmente e involontariamente, che risolviamo tutti i nostri problemi materiali, e grazie a questa loro gentilezza che possiamo sentirci autenticamente e interiormente felici.

La stessa cosa succede quando ci prendiamo noi cura degli altri, con una motivazione di buon-cuore, amore e compassione sincera:
Anche gli altri prima o poi apprezzeranno realmente questi nostri sentimenti, ripagandoci di conseguenza.

Quindi possiamo tranquillamente affermare che il beneficiare gli altri sia la forma migliore di egoismo "di egoismo intelligente", mentre il pensare soltanto a se stessi e ai propri interessi ci rende "degli egoisti stupidi" estremamente soli, infelici privi di reale affetto dagli altri e di autentica amicizia sincera.

Adesso spieghiamo quali sono questi punti, queste istruzioni speciali che riguardano la mente e i sentimenti positivi, lo sviluppo di pace, di felicità interiore:
Queste spiegazioni, questi concetti esistono da migliaia di anni nella tradizione indiana e ancora prima che esistesse il buddismo.

La prima è Ahimsa "a-ìm-sa" che significano non-violenza "non nuocere o non danneggiare" ed è la stessa non-violenza praticata anche da Mahatma Gandhi e da altri personaggi famosi come Martin Luther King e Nelson Mandela.

E la seconda è Karuna che è compassione quella empatia che non riguarda solamente gli esseri umani, ma anche tutti quanti gli esseri viventi del pianeta.

"la pagina italiana di wikipedia è sbagliata, si parla soltanto di karuna riguardo al buddismo, ma il concetto è ben più antico e comune tra tutte le religioni indiane, compreso induismo, giainismo e naturalmente anche il buddismo".

Questi concetti che sono sempre da considerarsi principi secolari e anche se sono qualità comuni tra tutte le principali religioni indiane, vengono illustrate nel modo ottimale, assieme al modo di sviluppare queste qualità morali, soprattutto nella tradizione buddista del Nalanda, una famosa e antica istituzione universitaria monastica, divenuta in seguito buddhista. 

Questa antica tradizione era praticamente scomparsa dall'istruzione e dalla conoscenza dell'India moderna, soprattutto a causa delle invasioni e delle imposizioni culturali e religiose del passato, mentre è stata mantenuta assolutamente viva e attualmente praticata nella cultura tibetana, assieme allo studio della mente e dei suoi fattori mentali, Lo-rig in tibetano.

Debbo fare una precisazione "anche se devo farlo in modo molto veloce, molto semplicistico e ahimè, certamente poco preciso e/o non completamente esatto", nella filosofia indiana, specialmente in quella buddista, la mente non è meramente il cervello, che invece viene considerato il livello più grossolano della coscienza, quello che comunica direttamente con gli organi sensoriali, le 5 porte delle coscienze sensoriali.
La "vera" mente, la mente primaria è considerata la sesta coscienza, che è un flusso, formato da numerosi fattori mentali, ma anche da tanti livelli di consapevolezza, da quelli più grossolani a quelli sempre più sottili.

Questa mente è in essenza un continuum in perenne scorrere e se viene osservata, rapportandola all'attimo presente è assolutamente inafferrabile, ovvero se cerchiamo di afferrare un istante presente di questo continuum, esso è immediatamente diviene passato e non esiste più.

Viene inoltre ritenuta da noi buddisti, senza inizio e senza fine, la cui natura ultima è la chiara luce non composta, la mente Illuminata dei Buddha che è potenzialmente presente anche in tutti noi, come è presente in ogni essere-senziente che possieda sensazioni e continuum di coscienza.

O citando il Buddha: "Ho scoperto questa realtà, profonda, pacifica, priva di elaborazioni, chiara luce non composta. Ma non so come spiegarla agli altri, quindi tornerò di nuovo a meditare".
Dopo ciò Egli riemerse dopo 49 giorni dalla meditazione e formulò l'intera dottrina che oggigiorno "dopo 2500 anni" ancora studiamo. 

La conoscenza della mente, solo a livello del cervello, come avviene nelle neuro-scienze occidentali moderne, si basa esclusivamente sull'analisi di ciò che appare superficialmente alle coscienze sensoriali, quindi, non è assolutamente sufficiente e non va a indagare le varie emozioni, le cause o i fattori che le provocano e che derivano esclusivamente dalla sesta coscienza.

Allo stesso modo non possiamo risolvere i problemi mentali con soluzioni materiali, perché sono di natura completamente differente, sorgendo da cause sostanziali completamente diverse:
Il corpo come il cervello derivano dallo sperma del padre e dall'ovulo della madre, mentre la coscienza mentale può derivare soltanto da un continuum mentale precedente, e quindi nel buddismo, anche dal continuum mentale di una vita precedente.

Comprendere come queste emozioni vengano prodotte è fondamentale per comprendere quali siano i fattori e le emozioni negative che agiscono anche sul cervello e distruggono la pace mentale, di conseguenza anche la felicità e la calma interiore.

Una volta comprese le cause che distruggono felicità e pace mentale, possiamo applicare gli antidoti, che sono le emozioni positive contrastanti.

Come per esempio, dovendo contrastare l'odio, lo faremo sviluppando la compassione con metodi realmente validi ed efficaci, non soltanto affidandoci alla preghiera o alla volontà di un essere superiore, ma basandoci sul considerare quanto questo odio sia nocivo anche alla nostra stessa felicità, mentre un offesa o un insulto ricevuto non possono mai effettivamente danneggiarci.

Mentre, per superare l'attaccamento morboso che demolisce la nostra felicità o la pace mentale, useremo la comprensione dell'autentica natura dei fenomeni, concentrandoci e ragionando sul fatto che tutti quanti i fenomeni non esistono affatto come appaiono alla nostra mente e ai nostri sensi:
Quindi, le caratteristiche di estrema piacevolezza che gli attribuiamo, derivano esclusivamente da una costrutto mentale, da un idealizzazione delle
 qualità e da una trasfigurazione ingannevole dell'oggetto che desideriamo così intensamente.

La vera natura di questi fenomeni che ci appaiono così ammalianti o allettanti, o al contrario di quelli che consideravamo completamente negativi e disprezzabili, è priva del possedere le caratteristiche che noi gli attribuivamo, ovvero "quelli allettanti" non sono mai privi di aspetti negativi, impuri e disprezzabili:
Mentre gli
oggetti che consideriamo ributtanti, repulsivi o negativi, non lo sono mai completamente, possono persino divenirci 
gradevoli e beneficiarci.

Quindi dobbiamo analizzare a fondo, con la mente priva di preconcetti, la loro reale natura, comprendendone direttamente e con la profonda analisi interiore "Vipaśyanā" che essi non possiedono quelle qualità che noi erroneamente gli attribuivamo, realizzeremo così la reale natura insoddisfacente di quei fenomeni, soprattutto di quelli che a causa della bramosia che proviamo per loro, oppure all'inverso avversione e odio, stavano minando la nostra tranquillità e la nostra felicità.

Anche se le apparenze di vera esistenza dei fenomeni realmente negativi o positivi è completamente basata su delle illusioni, è proprio da queste illusioni, che sorge l'ignoranza rispetto alla reale/ultima natura dei fenomeni e che è alla base di tutta la sofferenza della nostra esistenza.
Da questa miope, limitata, parziale percezione che sorgono tutte le nostre afflizioni e tutti i nostri problemi.

È a causa di queste afflizioni viene distrutta la nostra tranquillità e la pace della nostra mente, e a causa delle azioni motivate da queste afflizioni, si distrugge persino la felicità di tutta la nostra vita e dell'altrui esistenza.

"Se vogliamo eliminare le emozioni e le azioni distruttive:
Dobbiamo comprendere che emozioni e le azioni distruttive sorgono dalle concettualizzazioni, le concettualizzazioni dalle elaborazioni e queste cessano nella vacuità" 

Ovvero, il comprendere la natura vuota di esistenza intrinseca dei fenomeni che ci creano emozioni distruttive, e che diventano la causa di azioni distruttive, dobbiamo analizzare la loro natura "vacua" dal possedere quelle qualità che noi gli attribuiamo.

Quindi cesseranno anche le nostre elaborazioni riguardo delle qualità che noi attribuiamo erroneamente a determinati fenomeni o a determinate persone, con esse le paure, l'avversione che proviamo per essi, o al contrario, la cupidigia nociva e patologica verso altri.

Questa pace interiore è basata esclusivamente sulla nostra conoscenza, la nostra riflessione, su interiorizzazione, ragionamenti, fatti concreti e evidenze.

Non sul pregare un Dio o un Buddha perché siano loro a risolvere i nostri problemi e questo non potrà mai realmente accadere, ma invece, usando questa antica conoscenza secolare, applicando degli antidoti validi, potremo risolvere i nostri problemi e quelli di tutto il mondo.
Nella tradizione del Nalanda queste emozioni sono descritte in modo estremamente minuzioso, e con grande cognizione di causa:
E visto le implicazioni che hanno sulla nostra pace mentale, la nostra esistenza, sulla nostra mente e sulla nostra felicità, vengono illustrati molto bene anche gli antidoti alle emozioni distruttive e su come adottarli efficacemente.

Questa è l'unica via d'uscita reale e concreta per portare la pace in tutti noi e nel pianeta, a prescindere da fedi, culture e religioni.
Quindi dovremo imparare dal popolo tibetano pacifico, concreto e spirituale e non dai cattivi esempi che ci vengono dal cosiddetto mondo civilizzato occidentale, pieno di egoismo, violenza, arroganza, avidità, stupidità e ignoranza.

Ma nonostante il fatto che questi insegnamenti siano di carattere religioso, possono essere utili all'intera umanità, siano credenti o non credenti, o appartengano a differenti religioni.
I grandi maestri indiani del passato, come Nagarjuna, Chandrakirti, Shantideva, Aryadeva e altri, avevano a cuore il bene dell'intera umanità.

La loro unica preoccupazione era l'interesse per il bene comune e che non discriminava nessuno.

Anche i loro libri, se vengono studiati oggi e recepiti in modo secolare, come dei comuni mezzi di apprendimento, possono continuare il loro intento prestabilito, quello di essere di beneficio a tutti gli quanti gli esseri infiniti come lo spazio.

Questi testi per lo studio approfondito della mente e dei suoi fattori, possono e dovrebbero essere inseriti nel curriculum scolastico, a prescindere ed escludendo totalmente la loro connotazione religiosa e se necessario persino quella filosofica.

Ma questa rivoluzione può e deve partire proprio dall'India, poiché questi insegnamenti fanno parte della loro cultura millenaria e anche se questi valori si erano smarriti in passato, adesso sono stati riscoperti grazie all'antica conoscenza e alla saggezza della cultura tibetana.

Quindi deve essere proprio l'India moderna a dover unire e unificare l'istruzione occidentale con l'antica tradizione filosofico-scientifica indiana, in particolare quella del Nalanda.

Creando una nuova classe dirigente, una nuova generazione di cittadini del mondo molto più pacifica, più compassionevole, attenta al nostro pianeta e in pace con l'intera umanità.

E il paragrafo seguente lo aggiungo io:

Si capisce anche chiaramente da dove sorgano tutti i problemi mondiali, con questa classe dirigente e tutti gli attuali capi di Stato.

Tutte queste persone vengono scelte e arrivano da scuole prestigiose e dalle università più esclusive e costose.

Soprattutto nei Paesi maggiormente dominati dal potere politico-finanziario e dal profitto come sono gli USA.

Queste università e scuole prestigiose sono il peggiore sistema educativo che sia possibile, magari creano anche persone super-qualificate, con un altissimo livello di istruzione e conoscenza, ma sono assolutamente incapaci di creare degli esseri umani compassionevoli, pacifici, mentalmente aperti e dedicati esclusivamente al bene comune.

Mentre bisognerebbe scegliere i nostri leader, certamente tra le persone più capaci e intelligenti, ma che provengano da scuole o situazioni socialmente variegate, multiculturali, multirazziali e assolutamente secolari.

Quindi, persone provenienti da delle università pubbliche, da ceti medi e anche dalla classe contadina e operaia.

E forse sarebbe meglio che, anche in Italia, se l'India riuscisse a compiere questa rivoluzione culturale, assumessimo la nostra classe dirigente direttamente dalle loro università, mandando i nostri a farsi le ossa, a imparare questi concetti nelle scuole indiane, multiculturali, multirazziali e secolari.

Per farla breve ci vorrebbe una pandemia mondiale di Karuna Virus, ovvero, il virus della compassione "e anche di quello dell'intelligenza"

Infatti in Italia abbiamo recepito subito il messaggio di secolarità, e questo governo di "destra" nazionalista ha tolto i dinosauri, e ha provato a mettere lo studio della bibbia alle elementari, come del latino alle medie, chiamando questo obbrobrio "educazione del cuore":

Quindi, per essere coerenti, ai bambini dovrebbero insegnargli anche questo passo:

"Bibbia Nuova Riveduta:
Numeri 31:15-18
15 Mosè disse loro: «Avete lasciato la vita a tutte le donne? 16 Ecco, sono esse che, per suggerimento di Balaam, trascinarono i figli d'Israele all'infedeltà verso il SIGNORE, nel fatto di Peor, per cui il flagello scoppiò nella comunità del SIGNORE. 17 Ora dunque uccidete ogni maschio tra i bambini, e uccidete ogni donna che ha avuto rapporti sessuali con un uomo; 18 ma tutte le fanciulle che non hanno avuto rapporti sessuali con uomini, lasciatele in vita per voi."

Quindi il messaggio di educazione del cuore sarebbe, uccidete tutti quanti questi palestinesi ante iteram, anche le donne adulte e bambini, violentate tutte le bambine e le ragazzine vergini, rendetele vostre schiave sessuali, così farete al meglio la volontà di Dio!?"

Io mi vergogno persino a dover scrivere questa cosa sul mio blog, ma però questa è Bibbia, che dovrebbe essere un libro religioso, ma dalle mie parti un libro religioso è il Bodhisattvacharyavatara, mentre questa cosa la si dovrebbe chiamare "il crudo, vergognoso e raccapricciante racconto di un genocidio." 

Grazie e a presto!

Rendendomi conto di non essere il soggetto migliore per dare agli altri lezioni di morale e/o coerenza, comunque sarei felice se qualcosa di quello che ho scritto potesse esservi 
stato d'aiuto. 

Commenti

  1. Mi sento costretto ad auto-commentarmi, perché credo che la considerazione che ho fatto riguardo alla Bibbia, non piaccia ad alcuni e la considerino un ingerenza.
    Ebbene io non sono tibetano ne indiano, sono nato in Italia e ho fatto comunione e cresima da cristiano, anche se non per mia scelta ponderata e personale.
    Il cristianesimo, come il buddismo "che ho scelto personalmente dopo ponderata conoscenza e riflessione", come altre religioni, non sono qualcosa su cui non si può discutere reciprocamente e anche criticare se ci sono dei motivi validi per farlo.
    Per esempio, anche i cristiani hanno giustamente criticato gli integralisti mussulmani che usavano il Corano per scopi cruenti, ma questo non significa denigrare in toto il Corano o i praticanti mussulmani meno violenti e intransigenti.
    Ma nel buddismo, specie in quello sanscrito, ogni parola del Buddha viene analizzata, e anche i testi successivi di grandi maestri indiani o tibetani vengono indagati in modo accurato e se non rispettano i canoni di saggezza, amore e compassione vengo subito rifiutati e abbandonati.
    Ora per il fatto che qualcosa sia scritto nella Bibbia, non significa necessariamente che rispetti i canoni di amore e compassione divina, o anche che sia adatto a dei bambini, o al mondo attuale, a conservare la pace tra le nazioni o tra le varie religioni, quindi andrebbe analizzato e casomai rifiutato e immediatamente abbolito.
    Inoltre riguardo all'insegnamento della bibbia alle elementari e io questo lo metto volutamente in minuscolo, il libro è pieno questi e di altri fatti cruenti, fuori contesto, malevoli verso le altre culture non ebraiche.
    Inoltre nella scuola italiana esistono sempre più differenze culturali e etnie, anche tra gli Italiani esistono molte persone che hanno abbracciato altre religioni o l'ateismo come anche i buddisti e i giainisti.
    Io per esempio, se avessi dei figli piccoli, non permetterei mai che gli fosse inculcata una visione religiosa senza la possibilità di scelta personale, perché la penso proprio come il Dalai Lama "la religione un affare esclusivamente personale", ai figli bisogna dargli la possibilità di spaziare e conoscere molte filosofie e religioni, liberamente, realmente e approfonditamente, ma la scelta di praticarle resta sempre dell'individuo, poiché le religioni sono fatte per gli uomini e non gli uomini per le religioni.

    Inoltre, anche la visione pacifica e compassionevole che esiste nei vangeli, richiede una fede cieca e reale fiducia verso i numerosi fatti incredibili e straordinari che vengono descritti, menzionati, e che vengono attribuiti a Gesù o a Dio stesso.
    Questo però non significa educare i bambini a ragionare in modo logico e autonomo, tantomeno scientifico o compassionevole; Piuttosto corrisponde a tenerli buoni con delle favole "per la mentalità di alcuni", o a imporgli delle visioni lontane dalla propria tradizione familiare "per altri", o costringerli a una cieca obbedienza che crescendo "in un modo così materialistico", perderanno prestissimo, rifiuteranno o addirittura respingeranno e contrasteranno duramente.
    Quindi vedete voi..

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