Come risolvere tutti i conflitti internazionali, secondo il Dalai Lama, e io mi associo.
In questo post vorrei cercare di mediare tra i pensieri di S.S. il XIV Dalai Lama riguardo a uno degli impegni che sta portando avanti, e il pubblico che non lo segue e forse non lo conosce troppo bene.
Bisogna anche dire che S.S. parla molto spesso ad un pubblico molto più ampio di quello unicamente buddista, a platee molto vaste e di varia provenienza o religione, anche a atei, in modo assolutamente non proselitistico, non settario, laico e secolare, per questa ragione viene molto rispettato e apprezzato da moltissima gente in tutto il mondo.
Quindi per riportare il Suo pensiero così sincero, dedicato al bene comune e profondo, dovrò fare molta più fatica, anche per cercare di non cadere nella retorica intellettuale o in quella buddista.
La mera conoscenza o l’acquisizione di beni materiali o di potere non sono una garanzia per ottenere la felicità, ma questa felicità e tranquillità può essere raggiunta concretamente attraverso lo sviluppo di pazienza, consapevolezza, buon-cuore e compassione.
Il secondo riguarda l'armonia religiosa tra tutte le tradizioni religiose, del ricercare le affinità comuni che sono la compassione, la pace, la fratellanza e il buon-cuore.
Infine il suo terzo impegno riguarda il popolo e la cultura tibetana, essendo il rappresentante, la persona che tutti i tibetani considerano rappresentare la propria voce all'estero, inoltre il suo impegno è diretto alla salvaguardia dell'ambiente tibetano, salvaguardia fondamentale poiché molti dei grandi fiumi dell'Asia nascono proprio dall'altipiano tibetano.
Il quarto impegno
Questo sistema di istruzione occidentale, introdotto anche in India e soprattutto a causa dell'occupazione britannica e che non incorpora più l'antica tradizione indiana di compassione, non-violenza, secolarità, assoluto rispetto tra tutte quante le religioni o filosofie che esisteva da secoli in questo Paese.
Almeno per quanto riguarda questo impegno, Egli afferma l'importanza di riportare l'antica tradizione di ahimsa e karuna nell'istruzione moderna, assieme allo studio della mente e dei fattori mentali che deriva dalla conoscenza dell'India antica e dall'antica università sanscrita del Nalanda, ma anche se questo sapere scaturisce dalla tradizione buddista, questa conoscenza va reintrodotta esclusivamente a livello secolare e come materia di studio.
Unitamente al patrimonio di conoscenza e sviluppo della mente delle antiche filosofie indiane di shamatha "concentrazione meditativa stabilizzata" e vipashana "analisi mentale profonda e intuitiva", che sono da millenni un patrimonio comune tra tutte quante le antiche religioni indiane, che sarebbero estremamente utili anche a noi occidentali, a tutti i praticanti di ogni religione, persino agli scienziati e agli atei.
Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso
Derivano anzitutto dalla propria mente che non è in pace, affetta com'è da innumerevoli afflizioni mentali, visioni erronee o parziali e cattiva comprensione della realtà.
Da queste cause derivano l'enorme quantità di sofferenza mentale, che affligge tutti gli individui, di tutte le classi sociali, specialmente in occidente e adesso principalmente nei giovani.
Concreti, lungimiranti, positivi, comunitari, universali, secolari e etici, ma che invece tende a creare in loro maggiore divisione, competizione, individualismo, paure e sospetto reciproco.
Ma vorrei aggiungere l'influenza enorme di media e di social-media nell'amplificare, la solitudine, l'emarginazione, le paure e tutti quanti gli aspetti negativi della personalità.
Focalizzando sempre l'attenzione dei giovani e degli studenti su degli aspetti, sulle differenze secondarie, di razza, appartenenza culturale, religione, status economico, ecc..
Concentrandosi esclusivamente su un tipo di insegnamento dedicato unicamente alla conoscenza puramente nozionistica e scientifico-materialistica fine a se stessa, oppure a beneficio di una morale imposta da una classe dirigente o economica, politica o religiosa, al governo.
O ancora peggio, abbandonati alla solitudine, alla sensibilità dello studente e dell'adolescente, continuamente plagiato, in balia del martellamento di messaggi materialistici e colpevolmente interessati, vacui, assurdi e fuorvianti, spesso violenti o che spingono all'apatia, all'egoismo, al menefreghismo.
Ciò che viene imposto e stabilito dalla società e cultura occidentale consumistico-materialista come l'unica meta e valore nella vita, il perseguire sempre una migliore posizione sociale, maggiore possesso di beni futili, una migliore carriera, maggiore successo, guadagno, potere sugli altri.
Spingendo i giovani verso il più gretto individualismo, all'isolamento morale e sociale, al vuoto di ideali profondi, di sane aspirazioni idealistiche.
Mentre il Dalai Lama parla di un mondo in cui dovremo sentirci tutti quanti un unica famiglia, un unica umanità di sette miliardi di fratelli, tutti quanti sostanzialmente uguali, tutti quanti importanti allo stesso modo e pienamente consapevoli di essere totalmente interdipendenti gli uni da gli altri.
Anche l'economia o le informazioni sono ormai totalmente globalizzate, le persone sono ovunque totalmente interconnesse, ma non sono pienamente consapevoli che il Nord del Mondo non può fare a meno del Sud, ne l'Est dell'Ovest o viceversa.
Inoltre, tutti quanti noi esseri umani abbiamo e subiamo lo stesso tipo di sofferenze legate a decadimento, vecchiaia, malattia e morte e nessuno può ritenersi immune da questo.
Magari i ricchi soffrono più di insoddisfazione, mentre i poveri di incertezza per il futuro, ma per tutto il resto nessuno di noi può sentirsi concretamente indenne o libero dalle numerosissime sofferenze che pervadono tutta la nostra esistenza, ne invulnerabili o tantomeno può fare a meno degli altri per sopravvivere.
Mentre, invece se ci prendiamo cura soltanto di noi stessi o ci curiamo soltanto dei nostri interessi e di quelli delle persone a noi più vicine, ogni problema ci apparirà ingigantito, tutto e tutti sembreranno accanirsi contro di noi e mostrarci come nostri nemici.
Immaginando tutti quanti gli esseri siano nostri amici e fratelli, i nostri problemi diventeranno irrisori e tutti gli altri ci appariranno molto più amichevoli, piacevoli e interessanti.
Infatti, S.S. fa notare che quando i bambini sono ancora molto piccoli non fanno assolutamente distinzione tra razze, religioni, differenze sociali o culturali, essi sono felici soltanto di giocare con altri bambini.
Anche nell'insegnamento delle materie più tradizionali e che sembrano all'apparenza innocue, come la storia, si prendono sempre in considerazione e si esaltano dei personaggi considerati degli eroi da una parte, o i malvagi dall'altra, personaggi che sostanzialmente sono, quasi tutti "e anche quelli che vantiamo come nostri eroi nazionali" degli assassini.
Ci si rivolge ad un altro Paese come il nemico, o lo si fa di una piccola differenza di religione, o di qualcos'altro che appare diverso da noi, come se fosse qualcosa di maggiormente alieno, qualcosa di sempre tendenzialmente oscuro, negativo o pericoloso.
Invece di stimolare un reciproco rispetto e la comprensione, persino riguardo a cittadini di uno stesso Paese, si suscitano ancora più divisioni culturali e sociali.
Stimolando negli individui maggiore competizione, individualismo, insano egoismo, anche a causa della visioni politiche o concezioni religiose imposta da personaggi venialmente interessati, egoisti. malevoli e deviati.
Invece non si parla mai di una sana e positiva competizione, dell'avere maggiore volontà di emergere, per ottenere maggiore potere e abilità nel prendersi cura degli altri "e noterete che nel nostro vocabolario non esiste nemmeno un termine adatto a descrivere questo concetto".
Lavorare insieme per un mondo pacifico
Quindi il Dalai Lama parla dell'assoluta necessità di insegnare, di inserire nel curriculum di studio, insieme alle materie canoniche dell'educazione occidentale, altre materie che servono a sviluppare le qualità umane, il rispetto reciproco, la pace, la compassione, il buon-cuore, e altri concetti come l'equanimità e la fratellanza globale.
Queste materie anche se derivano da un antica tradizione religiosa indiana di ahimsa e karuna, non vanno insegnate e rivivificate soltanto nell'India, esse sono un patrimonio globale, utili a chiunque al Mondo desideri vivere felice e in pace.
L'assoluta necessita e urgenza dell'inserire queste antiche materie nell'istruzione mondiale, deriva principalmente dal fatto che il nostro mondo, anche al di sopra della nostra volontà, sta per arrivare al suo termine, a causa dei cambiamenti climatici e che ci riguardano ormai tutti quanti indistintamente, ma anche a causa degli ancora tanti conflitti tra gli Stati, dal timore di una possibile guerra nucleare globale, a causa dell'odio reciproco, della gretta animosità di pochi individui pazzi ma influenti, dalla paura, dal sospetto, causato a sua volta da una cattiva istruzione, da cattiva comprensione o mancanza di comunicazione reciproca.
Nonostante la situazione drammatica climatica, politica e sociale, tutte quante le popolazioni e i Paesi, ma anche le industrie e le multinazionali, continuano comunque ad abusare del pianeta, ad accusarsi o a combattersi reciprocamente.
Invece di goderci questi ultimi anni che molto probabilmente ci restano ancora da vivere sulla terra, in pace e relativa tranquillità, continuiamo a comportarci in modo estremamente stupido, assurdo e inqualificabile.
Mentre dovremo vivere in pace e sentirci come amici e fratelli, risolvendo i nostri problemi reciproci con il dibattito e la mediazione.
Cooperando, aiutandoci reciprocamente, cercando tutti insieme di risolvere i problemi principali del mondo, quelli che abbiamo creato tutti quanti noi, con la nostra stupidità, avidità e arroganza.
S.S. dice anche che, nell'educazione di stampo occidentale, l'insegnamento riguardo alle emozioni positive viene delegato esclusivamente alle religioni, ma questo non è affatto sufficiente, è troppo condizionante, e in certi casi può divenire controproducente, creando ancora più divisioni, discriminazione tra i sessi, tra le varie religioni, le varie filosofie e le differenti culture.
Quello che serve è un studio pratico della mente, dei suoi fattori e di come si sviluppano le emozioni.
Ma in modo totalmente secolare, molto approfondito, che inizi dalle scuole elementari e continui con quelle superiori, fino all'università.
Bisogna conoscere molto bene quali siano le emozioni negative da ridurre o eliminare e da quali visioni distorte derivino, e quali siano invece quelle positive da incrementare, su come usare degli antidoti per tutte quelle afflizioni mentali, che sono le cause che distruggono la nostra pace, la nostra salute, la capacità di concentrarci e anche la nostra felicità.
Nell'essere umano sono presenti, sin dalla nascita, i sentimenti di amore e compassione per i propri simili, il problema deriva dal fatto che, invece di essere coltivati, sia in famiglia, sia nella scuola, che nella società, vengono spesso considerati una debolezza o addirittura fragilità mentale, come accade ad esempio nel film di Rossellini, Europa '51.
Oppure questi sentimenti di compassione e amore fraterno vengono ammessi esclusivamente nella pratica religiosa, mentre invece al di fuori di essa, si spingono i propri figli, o le giovani generazioni in generale, verso una maggiore competitività, rivalità reciproca, verso l'insano e più stupido individualismo, incitandoli ad arricchirsi e a prevalere anche discapito degli altri.
Quindi e ovviamente, a causa dell'incoerenza di tutta la nostra società, specie di quella occidentale, anche la pratica religiosa perde sempre di più il suo autentico significato di crescita spirituale, mezzo per realizzare la pace, la felicità interiore, il buon cuore e la compassione.
La religiosità rimane sempre più relegata alle apparenze o a delle consuetudini formali, alla tradizione familiare o a quella locale, all'infanzia e successivamente abbandonata, prima concretamente e poi definitivamente.
- La realtà delle emozioni
Ad esempio, se andiamo a cercare, a indagare dove sia questo nemico o anche dov'è l'amico a cui siamo così morbosamente affezionati, capiremmo che queste sono soltanto designazioni che derivano da concetti temporanei, parziali, limitati e erronei.
Consideriamo amico chi al momento ci sta beneficiando e nemico chi ci ha danneggiato in passato, o ha soltanto danneggiato un nostro amico e persino un semplice conoscente.
Oppure consideriamo nemici persone che non cui hanno fatto proprio niente, solo perché vivono in un Paese di cui veniamo spinti, dalla società o dalla visione culturale al potere, a considerare il nemico, o solo perché hanno un'altra religione, una differente lingua e differenti usanze.
Spesso, persino i capi religiosi, che per conservare il proprio potere, creare più dipendenza e sottomissione, alimentano maggiori paure, odio, divisioni e persino guerre con le altre religioni, anche fra persone della stessa religione, come i sunniti e gli sciiti nell'islam.
Inoltre, in concreto, come possiamo sapere se il nostro migliore amico di oggi, domani ci tradirà, mentre quello che consideriamo il nostro nemico oggi, ci salverà la vita domani, o forse diventerà il nostro amico migliore e fraterno.
Questo deriva esclusivamente dalla nostra ignoranza, dall'individualismo e dalla malafede per il prossimo.
Per esempio, se consideriamo tutte le persone che nel mondo ci danneggiano e poi tutte quelle che ci beneficiano, quelle che ci beneficiano sono in numero immensamente superiore.
Anche considerando tutte quelle che silenziosamente e quotidianamente ci aiutano, come il lattaio, il fornaio, il postino, chi tiene pulite le nostre città e ci porta da un luogo all'altro con i mezzi pubblici.
La vera bellezza è quella interiore
Quindi è grazie alla compassione che ci dimostrano gli altri, anche inconsapevolmente e involontariamente, che risolviamo tutti i nostri problemi materiali, e grazie a questa loro gentilezza che possiamo sentirci autenticamente e interiormente felici.
Quindi possiamo tranquillamente affermare che il beneficiare gli altri sia la forma migliore di egoismo "di egoismo intelligente", mentre il pensare soltanto a se stessi e ai propri interessi ci rende "degli egoisti stupidi" estremamente soli, infelici privi di reale affetto dagli altri e di autentica amicizia sincera.
Adesso spieghiamo quali sono questi punti, queste istruzioni speciali che riguardano la mente e i sentimenti positivi, lo sviluppo di pace, di felicità interiore:
Queste spiegazioni, questi concetti esistono da migliaia di anni nella tradizione indiana e ancora prima che esistesse il buddismo.
La prima è Ahimsa "a-ìm-sa" che significano non-violenza "non nuocere o non danneggiare" ed è la stessa non-violenza praticata anche da Mahatma Gandhi e da altri personaggi famosi come Martin Luther King e Nelson Mandela.
E la seconda è Karuna che è compassione quella empatia che non riguarda solamente gli esseri umani, ma anche tutti quanti gli esseri viventi del pianeta.
"la pagina italiana di wikipedia è sbagliata, si parla soltanto di karuna riguardo al buddismo, ma il concetto è ben più antico e comune tra tutte le religioni indiane, compreso induismo, giainismo e naturalmente anche il buddismo".
Questi concetti che sono sempre da considerarsi principi secolari e anche se sono qualità comuni tra tutte le principali religioni indiane, vengono illustrate nel modo ottimale, assieme al modo di sviluppare queste qualità morali, soprattutto nella tradizione buddista del Nalanda, una famosa e antica istituzione universitaria monastica, divenuta in seguito buddhista.
Questa antica tradizione era praticamente scomparsa dall'istruzione e dalla conoscenza dell'India moderna, soprattutto a causa delle invasioni e delle imposizioni culturali e religiose del passato, mentre è stata mantenuta assolutamente viva e attualmente praticata nella cultura tibetana, assieme allo studio della mente e dei suoi fattori mentali, Lo-rig in tibetano.
Questa mente è in essenza un continuum in perenne scorrere e se viene osservata, rapportandola all'attimo presente è assolutamente inafferrabile, ovvero se cerchiamo di afferrare un istante presente di questo continuum, esso è immediatamente diviene passato e non esiste più.
Viene inoltre ritenuta da noi buddisti, senza inizio e senza fine, la cui natura ultima è la chiara luce non composta, la mente Illuminata dei Buddha che è potenzialmente presente anche in tutti noi, come è presente in ogni essere-senziente che possieda sensazioni e continuum di coscienza.
La conoscenza della mente, solo a livello del cervello, come avviene nelle neuro-scienze occidentali moderne, si basa esclusivamente sull'analisi di ciò che appare superficialmente alle coscienze sensoriali, quindi, non è assolutamente sufficiente e non va a indagare le varie emozioni, le cause o i fattori che le provocano e che derivano esclusivamente dalla sesta coscienza.
Comprendere come queste emozioni vengano prodotte è fondamentale per comprendere quali siano i fattori e le emozioni negative che agiscono anche sul cervello e distruggono la pace mentale, di conseguenza anche la felicità e la calma interiore.
Una volta comprese le cause che distruggono felicità e pace mentale, possiamo applicare gli antidoti, che sono le emozioni positive contrastanti.
Come per esempio, dovendo contrastare l'odio, lo faremo sviluppando la compassione con metodi realmente validi ed efficaci, non soltanto affidandoci alla preghiera o alla volontà di un essere superiore, ma basandoci sul considerare quanto questo odio sia nocivo anche alla nostra stessa felicità, mentre un offesa o un insulto ricevuto non possono mai effettivamente danneggiarci.
Quindi, le caratteristiche di estrema piacevolezza che gli attribuiamo, derivano esclusivamente da una costrutto mentale, da un idealizzazione delle qualità e da una trasfigurazione ingannevole dell'oggetto che desideriamo così intensamente.
La vera natura di questi fenomeni che ci appaiono così ammalianti o allettanti, o al contrario di quelli che consideravamo completamente negativi e disprezzabili, è priva del possedere le caratteristiche che noi gli attribuivamo, ovvero "quelli allettanti" non sono mai privi di aspetti negativi, impuri e disprezzabili:
Mentre gli oggetti che consideriamo ributtanti, repulsivi o negativi, non lo sono mai completamente, possono persino divenirci gradevoli e beneficiarci.
Quindi dobbiamo analizzare a fondo, con la mente priva di preconcetti, la loro reale natura, comprendendone direttamente e con la profonda analisi interiore "Vipaśyanā" che essi non possiedono quelle qualità che noi erroneamente gli attribuivamo, realizzeremo così la reale natura insoddisfacente di quei fenomeni, soprattutto di quelli che a causa della bramosia che proviamo per loro, oppure all'inverso avversione e odio, stavano minando la nostra tranquillità e la nostra felicità.
È a causa di queste afflizioni viene distrutta la nostra tranquillità e la pace della nostra mente, e a causa delle azioni motivate da queste afflizioni, si distrugge persino la felicità di tutta la nostra vita e dell'altrui esistenza.
"Se vogliamo eliminare le emozioni e le azioni distruttive:
Dobbiamo comprendere che emozioni e le azioni distruttive sorgono dalle concettualizzazioni, le concettualizzazioni dalle elaborazioni e queste cessano nella vacuità"
Ovvero, il comprendere la natura vuota di esistenza intrinseca dei fenomeni che ci creano emozioni distruttive, e che diventano la causa di azioni distruttive, dobbiamo analizzare la loro natura "vacua" dal possedere quelle qualità che noi gli attribuiamo.
Questa pace interiore è basata esclusivamente sulla nostra conoscenza, la nostra riflessione, su interiorizzazione, ragionamenti, fatti concreti e evidenze.
Nella tradizione del Nalanda queste emozioni sono descritte in modo estremamente minuzioso, e con grande cognizione di causa:
Questa è l'unica via d'uscita reale e concreta per portare la pace in tutti noi e nel pianeta, a prescindere da fedi, culture e religioni.
Quindi dovremo imparare dal popolo tibetano pacifico, concreto e spirituale e non dai cattivi esempi che ci vengono dal cosiddetto mondo civilizzato occidentale, pieno di egoismo, violenza, arroganza, avidità, stupidità e ignoranza.
La loro unica preoccupazione era l'interesse per il bene comune e che non discriminava nessuno.
Anche i loro libri, se vengono studiati oggi e recepiti in modo secolare, come dei comuni mezzi di apprendimento, possono continuare il loro intento prestabilito, quello di essere di beneficio a tutti gli quanti gli esseri infiniti come lo spazio.Questi testi per lo studio approfondito della mente e dei suoi fattori, possono e dovrebbero essere inseriti nel curriculum scolastico, a prescindere ed escludendo totalmente la loro connotazione religiosa e se necessario persino quella filosofica.
Ma questa rivoluzione può e deve partire proprio dall'India, poiché questi insegnamenti fanno parte della loro cultura millenaria e anche se questi valori si erano smarriti in passato, adesso sono stati riscoperti grazie all'antica conoscenza e alla saggezza della cultura tibetana.
Creando una nuova classe dirigente, una nuova generazione di cittadini del mondo molto più pacifica, più compassionevole, attenta al nostro pianeta e in pace con l'intera umanità.
Felicità, Umorismo e Compassione, qualcosa di un po più leggero e allegro.
Si capisce anche chiaramente da dove sorgano tutti i problemi mondiali, con questa classe dirigente e tutti gli attuali capi di Stato.
Soprattutto nei Paesi maggiormente dominati dal potere politico-finanziario e dal profitto come sono gli USA.
Mentre bisognerebbe scegliere i nostri leader, certamente tra le persone più capaci e intelligenti, ma che provengano da scuole o situazioni socialmente variegate, multiculturali, multirazziali e assolutamente secolari.
Quindi, persone provenienti da delle università pubbliche, da ceti medi e anche dalla classe contadina e operaia.
E forse sarebbe meglio che, anche in Italia, se l'India riuscisse a compiere questa rivoluzione culturale, assumessimo la nostra classe dirigente direttamente dalle loro università, mandando i nostri a farsi le ossa, a imparare questi concetti nelle scuole indiane, multiculturali, multirazziali e secolari.
Infatti in Italia abbiamo recepito subito il messaggio di secolarità, e questo governo di "destra" nazionalista ha tolto i dinosauri, e ha provato a mettere lo studio della bibbia alle elementari, come del latino alle medie, chiamando questo obbrobrio "educazione del cuore":
Quindi, per essere coerenti, ai bambini dovrebbero insegnargli anche questo passo:
"Bibbia Nuova Riveduta:
Numeri 31:15-18
15 Mosè disse loro: «Avete lasciato la vita a tutte le donne? 16
Ecco, sono esse che, per suggerimento di Balaam, trascinarono i figli
d'Israele all'infedeltà verso il SIGNORE, nel fatto di Peor, per cui il
flagello scoppiò nella comunità del SIGNORE. 17 Ora dunque uccidete ogni maschio tra i bambini, e uccidete ogni donna che ha avuto rapporti sessuali con un uomo; 18 ma tutte le fanciulle che non hanno avuto rapporti sessuali con uomini, lasciatele in vita per voi."
Quindi il messaggio di educazione del cuore sarebbe, uccidete tutti quanti questi palestinesi ante iteram, anche le donne adulte e bambini, violentate tutte le bambine e le ragazzine vergini, rendetele vostre schiave sessuali, così farete al meglio la volontà di Dio!?"
Io mi vergogno persino a dover scrivere questa cosa sul mio blog, ma però questa è Bibbia, che dovrebbe essere un libro religioso, ma dalle mie parti un libro religioso è il Bodhisattvacharyavatara, mentre questa cosa la si dovrebbe chiamare "il crudo, vergognoso e raccapricciante racconto di un genocidio."
Grazie e a presto!
Rendendomi conto di non essere il soggetto migliore per dare agli altri lezioni di morale e/o coerenza, comunque sarei felice se qualcosa di quello che ho scritto potesse esservi stato d'aiuto.

Mi sento costretto ad auto-commentarmi, perché credo che la considerazione che ho fatto riguardo alla Bibbia, non piaccia ad alcuni e la considerino un ingerenza.
RispondiEliminaEbbene io non sono tibetano ne indiano, sono nato in Italia e ho fatto comunione e cresima da cristiano, anche se non per mia scelta ponderata e personale.
Il cristianesimo, come il buddismo "che ho scelto personalmente dopo ponderata conoscenza e riflessione", come altre religioni, non sono qualcosa su cui non si può discutere reciprocamente e anche criticare se ci sono dei motivi validi per farlo.
Per esempio, anche i cristiani hanno giustamente criticato gli integralisti mussulmani che usavano il Corano per scopi cruenti, ma questo non significa denigrare in toto il Corano o i praticanti mussulmani meno violenti e intransigenti.
Ma nel buddismo, specie in quello sanscrito, ogni parola del Buddha viene analizzata, e anche i testi successivi di grandi maestri indiani o tibetani vengono indagati in modo accurato e se non rispettano i canoni di saggezza, amore e compassione vengo subito rifiutati e abbandonati.
Ora per il fatto che qualcosa sia scritto nella Bibbia, non significa necessariamente che rispetti i canoni di amore e compassione divina, o anche che sia adatto a dei bambini, o al mondo attuale, a conservare la pace tra le nazioni o tra le varie religioni, quindi andrebbe analizzato e casomai rifiutato e immediatamente abbolito.
Inoltre riguardo all'insegnamento della bibbia alle elementari e io questo lo metto volutamente in minuscolo, il libro è pieno questi e di altri fatti cruenti, fuori contesto, malevoli verso le altre culture non ebraiche.
Inoltre nella scuola italiana esistono sempre più differenze culturali e etnie, anche tra gli Italiani esistono molte persone che hanno abbracciato altre religioni o l'ateismo come anche i buddisti e i giainisti.
Io per esempio, se avessi dei figli piccoli, non permetterei mai che gli fosse inculcata una visione religiosa senza la possibilità di scelta personale, perché la penso proprio come il Dalai Lama "la religione un affare esclusivamente personale", ai figli bisogna dargli la possibilità di spaziare e conoscere molte filosofie e religioni, liberamente, realmente e approfonditamente, ma la scelta di praticarle resta sempre dell'individuo, poiché le religioni sono fatte per gli uomini e non gli uomini per le religioni.
Inoltre, anche la visione pacifica e compassionevole che esiste nei vangeli, richiede una fede cieca e reale fiducia verso i numerosi fatti incredibili e straordinari che vengono descritti, menzionati, e che vengono attribuiti a Gesù o a Dio stesso.
Questo però non significa educare i bambini a ragionare in modo logico e autonomo, tantomeno scientifico o compassionevole; Piuttosto corrisponde a tenerli buoni con delle favole "per la mentalità di alcuni", o a imporgli delle visioni lontane dalla propria tradizione familiare "per altri", o costringerli a una cieca obbedienza che crescendo "in un modo così materialistico", perderanno prestissimo, rifiuteranno o addirittura respingeranno e contrasteranno duramente.
Quindi vedete voi..