Altra critica alla scienza occidentale nel contesto e di contorno al post precedente

Vorrei lanciare una critica, spero costruttiva, alla visione scientifico-culturale occidentale, quasi esclusivamente materialistica incentrata soltanto sulla presunzione di un qualche primato di conoscenza, di dominio esclusivo e autoreferenziale dell'unica realtà concepibile o plausibile.

Su ciò che appare esclusivamente ai sensi, sul nichilismo e che si basa sull'esclusiva soddisfazione delle aspirazioni temporali, secolari o materiali dell'individuo, percepita anche come naturale contrapposizione alla religione, ma che concepite limitatamente e culturalmente, esclusivamente come dogmatismo religioso teistico.


Inoltre a causa della chiusura verso una visione più olistica dei fenomeni, soprattutto nei secoli precedenti, questa scienza occidentale non si è più diversificata, distaccata e nemmeno trasceso da quelle stesse visioni.

Limitandosi a estendere il dibattito a soggetti puramente intellettuali o teorici, chiuso accademico e sterile.

Ad esempio la fisica quantistica che non ha compiuto nessuna nuova scoperta realmente utile all'umanità, oppure l'astrofisica che è ferma da un secolo "al 1927" della teoria del big-bang, come sua visione dominante, o a teorie simili, o persino più "campate in aria", come quelle dei multi-universi, delle stringhe e super-stringhe, solo per continuare ad usare le basi di quella teoria del big-bang, la materia-oscura e l'energia-oscura e che evidentemente paga...

Come ho già scritto sul big-bang:

"una teoria che va bene ai credenti cristiani, ai creazionisti e anche agli atei nichilisti, proprio una teoria per tutte le stagioni.."

Mentre anche io "che non sono nessuno", ho dimostrato in questo post "La teoria cosmologica dell'Universo Ciambellone", che logicamente e con molti esempi ed molte evidenze raccolte, si può concepire un universo molto più semplice, che non ha bisogno ne di big-bang ne materia-oscura per funzionare, trascendendo logicamente queste argomentazioni antiquate e intellettualmente e stranamente chiuse su se stesse, come l'universo che ho spiegato.

Io ho l'impressione che tutti questi professori di fisica, fisici teorici, intellettuali e studiosi degli argomenti in questione, preferiscano tenersi il loro bel posto fisso, lo stipendio esoso che sicuramente prendono, spesso solo per aiutare la nuova generazione a costruire delle nuove armi di distruzione di massa, computer quantistici che servono solo a spiarci e algoritmi che serviranno per future speculazioni di holding finanziarie senza scrupoli.

Inoltre, di creare una nuova generazione di scienziati falliti, come lo sono anche loro, perché hanno troppa paura di perdere il proprio stipendio e sono così egocentrici, arroganti per fare ipotesi che trascendono le comuni e formali visioni accademico-elitarie.

Visioni altrettanto sterili, arroganti, spocchiose, limitate e materialiste, che hanno persino troppa paura di fare brutte figure nel cercare di usare la propria intelligenza realmente a beneficio degli esseri umani di questo pianeta.

Inoltre, mi sembra che certe discipline, come anche la fisica quantistica, tralasciando i calcoli matematici e le argomentazioni tecniche che interessano meno il pubblico, non sia così difficile da spiegare in termini molto più semplici e quindi comprensibili ai molti.

Infondo non sono cose che vi appartengono solo perché le studiate o le insegnate e vi pagano anche per farlo, sono soltanto principi maturali che riguardano proprio tutti, o almeno tutti quelli che sono interessati a conoscerle e a capirle.

Sembra invece che voi vogliate mercificare e sfruttare questi principi o conoscenze a vostro esclusivo vantaggio, o a vantaggio del Paese o della multinazionale che paga meglio, qualunque siano i loro scopi, anche i più nefasti.

Sembra di rivedere i primi tempi dell'informatica, quando i computer riempivano delle stanze e c'era un elite di programmatori in camice bianco, che probabilmente si sentivano come dei super-eroi mentre creavano simulazioni per attacchi nucleari, un'altra elite di corrotti arroganti ipocriti, schiavi del sistema e del vile denaro:
Ebbene oggi esiste un computer in quasi ogni casa o ufficio, esistono sistemi e programmi open-source, liberi che tutti possiamo usare gratuitamente, per comunicare, divertirci o fare qualunque altro vogliamo in modo libero e pacifico.

La maggior parte di questi utenti domestici non è interessato a conoscere come funzionano hardware e software della macchina, come chi usa l'auto non deve essere per forza un esperto di meccanica, però all'inizio ha avuto bisogno di spiegazioni e di istruzioni per usare questo mezzo.

Per comprendere che i computer non sono quei terribili mostri tecnologici che apparivano all'inizio, o qualcosa che solo un elite di specialisti può usare e comprendere.

Anche per integrare questi strumenti o queste visioni, come quella della fisica quantistica, nella nostra vita, anche dal punto di vista filosofico-olistico, come adesso si è creato un forte dibattito in psicologia e filosofia sulle implicazioni delle AI "intelligenza artificiale" nella nostra vita, cultura e psiche.


Mind & Life XXXIX - Minds, Artificial Intelligence, and Ethics

Lo stesso dibattito andrebbe esteso alle implicazioni della fisica, sulla nostra esistenza di esseri comuni, riguardo alla pace globale e al controllo da parte di regimi "anche di quelli cosiddetti democratici" di queste tecnologie.

Se le persone fossero più e meglio informate, a riguardo intendo anche in modo semplice e più completo, si potrebbero usare queste stesse tecnologie soltanto per bene comune, in modo più controllato, pacifico e olistico.

Io ho avuto occasione di vedere il video di un dibattito tra S.S. il Dalai Lama "che è molto interessato alla scienza", e scienziati/professori di fisica:


"La natura della realtà - Teoria della relatività, scienza quantistica e pensiero buddista".

Ebbene, quando parlavano gli  scienziati era una cosa estremamente noiosa, elitaria, incomprensibile, con esempi assurdi e completamente inconcludenti per la comprensione generale.

Non c'era nessun interesse alla discussione bilaterale, piacevole e aperta, sembrava la solita lezioncina arrogante, fatta dall'essere di intelligenza superiore a degli sprovveduti arcaici, solo per giustificare la sua presenza in quel contesto e fare comunque una bella figura con i colleghi.

Quando il Dalai Lama o altri maestri di filosofia buddista spiegano argomenti anche difficili, cercano sempre il modo di semplificare la comprensione, anche per gli Occidentali che ascoltano queste cose per la prima volta nella loro vita, e anche gli esempi devono servire esclusivamente a questo scopo.

Voi purtroppo non avete assolutamente la motivazione che riguarda, la comprensione reciproca, il bene comune degli esseri e del pianeta, siete soltanto, come si dice in Italia, degli "spocchiosi" e aggiungo le definizioni semantiche perché voi lo capiate meglio:

Altezzosi, arroganti, boriosi, presuntuosi, superbi, alteri, tracotanti, vanitosi, vanagloriosi, megalomani, millantatori, saccenti, tronfi, supponenti e immodesti.

Tutti questi termini vi si addicono perfettamente, e non capisco come i vostri studenti riescano a sopportarvi, a non cadere addormentati o persino svenuti dopo i primi dieci minuti di una vostra lezione.

Il Buddha stesso, che ha dato insegnamenti per 35'anni e questi insegnamenti riempiono 108 enormi volumi e vengono ancora studiati oggi,  in modo scientifico e dopo 2500 anni:
Ma Lui ha sempre evitato di cadere nella speculazione filosofico accademica sterile e fine esclusivamente a se stessa o a manifestare la propria conoscenza, o nel vostro caso la vostra saccenza.

Ha dato insegnamenti ad ogni genere di individui e per tutte le loro capacità intellettive, rifiutando assolutamente il dogmatismo e il proselitismo, tanto che agli induisti che gli facevano domande dava spiegazioni in termini di filosofia induista, come oggi farebbe con cristiani e con mussulmani.

Ma quando le domande riguardavano argomenti inutili, di sterile speculazione intellettuale o che non erano utili al bene dell'individuo che le rivolgeva, o andavano contro il principio morale di pacifica coesistenza; Egli si rifiutava assolutamente di rispondere, poiché sapeva che se lo avesse fatto avrebbe solo creato altra inutile confusione mentale, o condotto l'individuo a visioni erronee, nocive e moralmente corruttive.

Voi invece non credo che vi facciate certi scrupoli, scrupoli che si erano fatti in passato anche alcuni scienziati del Progetto Manhattan, per questo penso che vi farebbe bene ascoltare e imparare, passando finalmente e nuovamente dalla parte di chi ha qualcosa da apprendere, degli insegnamenti di buddismo, con umiltà e mente aperta verso queste visioni aperte semplici, pacifiche e alternative.

Forse imparereste a diventa un po più umani e un po meno spocchiosi. 

Devo però dire che il secondo relatore era molto meno spocchioso, era molto più umile e più preparato, quindi ho visto S.S. più interessato, inoltre le sue spiegazioni erano più concrete e comprensibili per tutti.

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